Riforme della Giustizia possibili. A modest proposal.
Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
E' frusco il Lonfo! E' pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.
Ho visto diversi films al cinema, circostanza che di per se non vi autorizzerebbe a ritenere io sia privo di una vita mia. Anche se, come dicono i professori, la circostanza è indice rivelatore. Ok, probabilmente dovrei vivere una vita più rock, meno cinemini e più groupie strafatte che mi aspettano discinte nei camerini mentre io finisco la jam session bangheggiando i lunghi capelli biondi avanti a un muro di Marshall. C'è qualcosa che ancora manca, per questo scenario (e non sono i lunghi capelli biondi, guai a chi fa battute). Comunque, ormai li ho visti, tanto vale li metta in fila.
Romanzo di una strage: calligrafico, dispiace che una ambientazione cosi curata e artigianale (la Milano del 1969, strepitosa) sia stata mandata in vacca da una ricostruzione storica farlocca, figlia di un libro complottista altresì farlocco che io non ho letto e vabbè, ma è sttao impallinato da chiunque di Piazza Fontana si sia occupato seriamente (ne avevamo parlato), xche effettivamente si vede a occhio nudo che è pieno di buchi, e che Marco Tullio Giordana ha misteriosamente usato come falsariga per farci la sceneggiatura. Favino onnipresente, nella parte di chiunque compresa la bomba, voto 6, perchè comunque ad avercene (di Marchi Tulli Giordana, non di Favini, di quello c'è lui e avanza). To Rome with Love, cioe' Woody Allen: una monnezza. Dice ma lo sapevi che era una monnezza, che ci sei andato a fare? Eh, c'e' Woody che fa un film praticamente sotto casa tua, con mezzo cinema italiano, che fai, non ci vai? Eh, la risposta giusta è "no, non ci vai", non ci vai a vedere 96 minuti di product placement ininterrotto. Voto 3, di stima. Hunger Games: dicono "teen movie", cercando di categorizzarlo nei confortevoli clichè con cui siamo usi pensare a quei tizi misteriosi e brufolosi di cui in realtà ignoriamo tutto: gli adolescenti. E ti ritrovi davanti, così come il pubblico per cui è pensato, un oggetto misterioso, che piomba da luoghi che non conosci e parla di cose che non capisci appieno, ti fa orrore col suo sistema valoriale malato (o: diverso, ma per te è lo stesso), che arriva da un altrove che intuisci, ma di cui ti è preclusa la piena comprensione. I Barbari, quelli veri. Voto n.g.. Poi Rum Diary, un'altra monnezza, voto 4. C'è Johnny Depp che, a sorpresa, si è inquartato, fa lo sguardo spiritato del pirata Barbanera ma in sala si sentono i gemiti di delusione delle sedicenni convenute vestite a festa. La storia, non ricordo nemmeno che succede, una roba a Puerto Rico di cui non frega un cazzo a nessuno. The Avengers, una strafigata in 3D. Voto 7,5. Ci sta Hulk, Iron Man, Capitan America, Thor e il cugino di Thor, insomma tutti gli eroi Marvel e chiedo scusa se ho dimenticato qualche super, in una magica reunion perchè il cugino di Thor appunto vuole invadere la Terra e asservirci con le sue notturne armate eccetera. E funziona. In una scena ci sono Thor e suo cugino che si pigliano a martellate per dieci minuti, in una landa desolata vulcanica abitata da vermi giganti la cui unica funzione drammaturgica è quella di strisciare in 3D, venirti sotto così tu fai "brrrr, che sssschiiiifoooo". E lo fai, mica no. Ci sta Scarlet Johansson nel ruolo della supergnocca, senza altri poteri specifici non collegati al suo essere SG, ma abbastano. Tutti sono impegnatissimi a ripetersi fino alla nausea fra loro cose che in teoria già dovrebbero sapere (a meno che non siano dei cerebrolesi appeni ripresisi da un ictus grave), riguardandoli in prima persona (tipo si dicono l'un l'altro chi sono e che super poteri hanno), e nessuno di loro si stupisce. Così Thor incontra suo cugino che brandisce una spada laser capace di spiezzare in due una portaerei e la prima cosa che gli viene da dire è: "Tu Argon, sei il figlio di Asgard, e sono ottocento anni che covi vendetta contro di me perchè tuo nonno Odino mi preferiva nel Walhalla, ma adesso non potrai prendere la tua vendetta contro gli Umani perchè non sei nato Re" eccetera; allora Asgard ci va in puzza. Ma anzichè tirargli una martellata sui coglioni gli risponde "Tu Thor figlio di Mordegur sei sempre stato il preferito della zia Brunhilde e adesso sei qui per combattermi ma avrò la mia vendetta e il Martello Sacro sarà mio e con esso il dominio sugli Umani" eccetera (gli Umani sempre noi, eh?). E tutto pare credibilissimo agli occhi di questi super, provateci voi quando incontrate un parente: "Tu, Mario, figlio di Pinuccio, sono trent'anni che mi caghi il cazzo perchè in realtà i tuoi, cioè i miei zii, erano pezzenti e a me a Natale i miei mi regalavano la pista Polistil che si facevano i sorpassi e a te solo il pupazzo di Jeeg, ma non è colpa mia, adesso non avrai la tua vendetta, il comò della Nonna Abelarda sarà mio come era scritto fin dai tempi dei tempi" eccetera. Comunque, che te lo dico a fà, gli effetti speciali più pazzeschi che abbiate mai visto. Fotogrammi girati senza effetti computer-generated: tipo 3; il film potrebbero averlo girato in uno sgabuzzino. Infine, appositamente per ultimo: Hunger. Un capolavoro, o la cosa più vicina a ciò che, nella pochezza di uno arrivato dopo che è stato detto, fatto e girato tutto, posso immaginare somigliare ad un capolavoro (Voto 9,5). Un film durissimo, ti strizza lo stomaco, e mentre fa finta di parlare di politica, Bobby Sands, o Irlanda, in realtà ti parla solo del valore della vita, cosa valga o non valga la pena mettere in gioco, perderla o salvarla, o ritrovarne il bandolo perdendola. C'è un piano sequenza di due che parlano seduti a un tavolo, dura venti minuti, finisce e ne vorresti ancora. L'ha girato un genio nero che si chiama Steve Mc Queen, lo interpreta Micheal Fassbender, insomma la stessa coppia di Shame (ma questo è precedente, del 2006). Potete non essere andati al cinema negli ultimi 10 anni e non andarci più per i prossimi 10, andrà bene uguale. Questo film, è diverso.