L'arte non si fa, si trova.
"Ho sempre trovato difficile scrivere narrativa. È un po' come mettersi al volante vestito da pagliaccio. Devi andare da qualche parte, ma sei in costume e nessuno se la beve. Sei quel tipo in costume, e tutti dovrebbero dimenticarsene e stare al gioco. Certo, amo la letteratura, ma non perché ami le storie in sé. Trovo quasi tutte le mosse del romanzo tradizionale incredibilmente prevedibili, fiacche, improbabili ed essenzialmente inutili. Non ricordo mai i nomi dei personaggi, gli snodi della trama, i dialoghi, i dettagli dell'ambientazione. Non mi è chiaro cosa dovrebbero rivelare sulla condizione umana narrazioni simili. La trama sembra affermare che tutto accade per una ragione, mentre io voglio dire: eh no che non è così. Invece sono attratto dalla letteratura come forma di pensiero, di coscienza, di sapienza. Mi piacciono le opere che mettono a fuoco non solo pagina dopo pagina ma riga dopo riga quello che importa veramente allo scrittore, invece di sperare che tutto questo emerga chissà come misteriosamente dalle crepe della narrazione, che è quello che oggi accade in quasi tutti i racconti e i romanzi. Le opere-collage, invece, parlano quasi sempre di "quello di cui parlano" che potrà sembrare un tantino tautologico ma, quando leggo un libro che mi piace davvero, sono emozionato perché sento l'emozione dello scrittore che in ogni paragrafo sta palesemente esplorando il suo soggetto"
(Come diventare il mio cane, aka Mauro Zucconi)